ROMA — Fabio Mussi prende l'iniziativa e, nell'attuale contesto, fa una proposta coraggiosa: trasformare la manifestazione di piazza del 20 ottobre contro la precarietà, promossa dalla sinistra radicale, in una grande assemblea al chiuso. «La prossima settimana — annuncia il ministro dell'Università e fondatore di Sinistra democratica — chiederò un incontro con i promotori della manifestazione e con i direttori dei quotidiani il manifesto e Liberazione (che hanno pubblicato l'appello per il 20 ottobre, ndr.)».
Per dire loro cosa?
«Che è giusto battersi perché il governo faccia di più e meglio. Ma che sarebbe catastrofica un'azione politica contro il governo. Sarebbe autolesionista per la sinistra».
E quindi?
«Proporrò di fare al posto della manifestazione una grande iniziativa di massa. Una grande assemblea in cui non si dia solo sfogo ai giusti malumori, ma si costruisca una piattaforma sul lavoro affinché la sinistra abbia il giusto peso nella coalizione».
È vero che ne ha già parlato con il presidente della Camera, Fausto Bertinotti?
«Ho avuto con lui un breve scambio di opinioni, manifestandogli le mie perplessità sulla manifestazione del 20 ottobre».
E lui? «Non mi è sembrato insensibile».
Questa iniziativa potrebbe creare altri contrasti dentro la sinistra radicale mentre Sinistra democratica, dopo pochi mesi, già sembra sul punto di frantumarsi.
«Sinistra democratica non è un partito, ma un movimento nato il 5 maggio, dopo che, con lo scioglimento dei Ds e il progetto di Partito democratico, si è lasciata sguarnita la parola "sinistra". È un po' presto per dire che è fallito il nostro progetto».














