Riportiamo dal Sito di Sinistra Democratica alcune riflessioni sulla Riforma Elettorale, a cura di Stefano Baldazzi.
La discussione fra i partiti sulla legge elettorale rischia di diventare l’ennesima occasione di scontro all’interno della maggioranza di governo e anche fra i partiti della sinistra arcobaleno appena nata.
La bozza Bianco ha di fatto creato ulteriori divisioni e il dibattito rischia di diventare incomprensibile per i cittadini.
Vorrei pertanto partire da quale dovrebbe essere l’obiettivo o gli obiettivi di una seria riforma elettorale .
Non vi è pertanto alcun motivo per difendere l’attuale proliferare di partiti, ergo è indispensabile inserire una soglia di sbarramento tale da diminuire il numero dei partiti rappresentati in Parlamento a un massimo di 5-6.
Una soglia del 5% sembra rispondere a tale obiettivo se unita a una riforma dei regolamenti parlamentari che impedisca la nascita di formazioni politiche non presenti al momento del voto.
Ai cittadini va ridato il diritto di scegliere chi li debba rappresentare e la reintroduzione delle preferenze ( non prevista nella bozza Bianco ) è un altro passo necessario per adeguare la legge elettorale alle esigenze della democrazia.
Inoltre il premio di maggioranza ( da modificare da regionale a nazionale anche al Senato ) costringe i partiti a presentarsi davanti agli elettori già coalizzati e non da soli , permettendo all’elettore di scegliere la coalizione che lo governerà.
Rispetto all’attuale sistema elettorale , l’introduzione di uno sbarramento al 5% sotto il quale nessuna forza politica partecipa al premio di maggioranza, garantirebbe la nascita di coalizioni di governo più coese in quanto formate da forze politiche meno numerose e più vicine di ora dal punto di vista politico-programmatico.
Si può anche ragionare sulla possibilità di far votare anche per il Senato i giovani fra i 18 e i 25 anni, come per la Camera , visto che non si vede alcun motivo per limitare il diritto di voto di questa fascia di età alla sola Camera bassa , dato che Camera e Senato hanno esattamente gli stessi poteri.
A mio avviso una tale riforma della legge elettorale va nella direzione di una evoluzione positiva del nostro sistema politico e di un rafforzamento del potere di decidere da parte dei cittadini.
Un ultimo aspetto che vorrei toccare riguarda il voto degli immigrati regolari, che vivono nel nostro Paese e contribuiscono al suo sviluppo con il lavoro e il pagamento delle tasse.
E’ giusto garantire a chi vive da tempo nel nostro Paese ( 5 anni ) e vive del proprio lavoro e rispetta le nostre leggi il diritto di voto e anche la possibilità di candidarsi.
Non credo che abbiano meno diritto degli italiani all’estero di votare per il nostro Parlamento e di avere propri rappresentanti.
Comprendo che quest’ultimo punto sia troppo prematuro per la discussione attuale, ma una forza di sinistra dovrebbe affrontare a breve il tema in questione. L’integrazione per essere vera non può essere solo economico-sociale, ma anche politica.
Mi preoccupa la discussione all’interno della sinistra arcobaleno, divisa fra i fautori del sistema tedesco come Rifondazione e gli antagonisti dello sbarramento come il Pdci.
Credo che se abbiamo deciso di federarci con l’obiettivo di dare più forza ai valori e alle idee della sinistra , la riforma della legge elettorale rappresenta un banco di prova fondamentale.
Ribadisco che se prevalgono gli egoismi di partito la sinistra arcobaleno avrà vita breve.
Occorre trovare una posizione comune come sinistra arcobaleno, da confrontare con il Pd e andare al tavolo con l’opposizione, forti di una piattaforma condivisa a livello di maggioranza.
Sul tema della riforma elettorale può cadere il governo Prodi, rischio da evitare assolutamente.
Come sinistra democratica siamo nati per unire la sinistra e fare da promotori di una nuova forza politica che modifica le forme della politica e il rapporto fra classi dirigenti e base.
Anche la discussione sulla legge elettorale non dovrebbe essere di pertinenza esclusiva dei dirigenti di partito, ma aperta ai contributi degli iscritti e dei cittadini.
La discussione fra i partiti sulla legge elettorale rischia di diventare l’ennesima occasione di scontro all’interno della maggioranza di governo e anche fra i partiti della sinistra arcobaleno appena nata.
La bozza Bianco ha di fatto creato ulteriori divisioni e il dibattito rischia di diventare incomprensibile per i cittadini.
Vorrei pertanto partire da quale dovrebbe essere l’obiettivo o gli obiettivi di una seria riforma elettorale .
- 1° obiettivo : diminuire la frammentazione del sistema partitico
Non vi è pertanto alcun motivo per difendere l’attuale proliferare di partiti, ergo è indispensabile inserire una soglia di sbarramento tale da diminuire il numero dei partiti rappresentati in Parlamento a un massimo di 5-6.
Una soglia del 5% sembra rispondere a tale obiettivo se unita a una riforma dei regolamenti parlamentari che impedisca la nascita di formazioni politiche non presenti al momento del voto.
- 2° obiettivo : dare ai cittadini il potere di scegliere i loro rappresentanti.
Ai cittadini va ridato il diritto di scegliere chi li debba rappresentare e la reintroduzione delle preferenze ( non prevista nella bozza Bianco ) è un altro passo necessario per adeguare la legge elettorale alle esigenze della democrazia.
- 3° obiettivo : garantire maggioranze di governo stabili e omogenee.
Inoltre il premio di maggioranza ( da modificare da regionale a nazionale anche al Senato ) costringe i partiti a presentarsi davanti agli elettori già coalizzati e non da soli , permettendo all’elettore di scegliere la coalizione che lo governerà.
Rispetto all’attuale sistema elettorale , l’introduzione di uno sbarramento al 5% sotto il quale nessuna forza politica partecipa al premio di maggioranza, garantirebbe la nascita di coalizioni di governo più coese in quanto formate da forze politiche meno numerose e più vicine di ora dal punto di vista politico-programmatico.
- 4° obiettivo : impedire il trasformismo parlamentare.
- 5°obiettivo : impedire il candidato onnipresente.
Si può anche ragionare sulla possibilità di far votare anche per il Senato i giovani fra i 18 e i 25 anni, come per la Camera , visto che non si vede alcun motivo per limitare il diritto di voto di questa fascia di età alla sola Camera bassa , dato che Camera e Senato hanno esattamente gli stessi poteri.
A mio avviso una tale riforma della legge elettorale va nella direzione di una evoluzione positiva del nostro sistema politico e di un rafforzamento del potere di decidere da parte dei cittadini.
Un ultimo aspetto che vorrei toccare riguarda il voto degli immigrati regolari, che vivono nel nostro Paese e contribuiscono al suo sviluppo con il lavoro e il pagamento delle tasse.
E’ giusto garantire a chi vive da tempo nel nostro Paese ( 5 anni ) e vive del proprio lavoro e rispetta le nostre leggi il diritto di voto e anche la possibilità di candidarsi.
Non credo che abbiano meno diritto degli italiani all’estero di votare per il nostro Parlamento e di avere propri rappresentanti.
Comprendo che quest’ultimo punto sia troppo prematuro per la discussione attuale, ma una forza di sinistra dovrebbe affrontare a breve il tema in questione. L’integrazione per essere vera non può essere solo economico-sociale, ma anche politica.
Mi preoccupa la discussione all’interno della sinistra arcobaleno, divisa fra i fautori del sistema tedesco come Rifondazione e gli antagonisti dello sbarramento come il Pdci.
Credo che se abbiamo deciso di federarci con l’obiettivo di dare più forza ai valori e alle idee della sinistra , la riforma della legge elettorale rappresenta un banco di prova fondamentale.
Ribadisco che se prevalgono gli egoismi di partito la sinistra arcobaleno avrà vita breve.
Occorre trovare una posizione comune come sinistra arcobaleno, da confrontare con il Pd e andare al tavolo con l’opposizione, forti di una piattaforma condivisa a livello di maggioranza.
Sul tema della riforma elettorale può cadere il governo Prodi, rischio da evitare assolutamente.
Come sinistra democratica siamo nati per unire la sinistra e fare da promotori di una nuova forza politica che modifica le forme della politica e il rapporto fra classi dirigenti e base.
Anche la discussione sulla legge elettorale non dovrebbe essere di pertinenza esclusiva dei dirigenti di partito, ma aperta ai contributi degli iscritti e dei cittadini.















3 commenti:
Anche dopo l'accorato appello di Ingrao, la "cosa rossa" non trova accordo su un argomento che ritengo vitale per il nostro futuro, inteso come popolo della sinistra PD compreso: la Riforma Elettorale
Siamo o no d'accordo che bisogna andare ad una semplificazione?
L'1,qualcosa% non deve più tenere per le palle l'intero paese!
Se così è, e se l'appello di Ingrao è da tenere in considerazione, perchè la cosa rossa non dovrebbe favorire questa linea?
L'appello andava nella direzione di una forte aggregazione di sinistra che voglia essere sinistra di governo, sennò governano loro, quindi i problemi sulla legge elettorele non dovrebbero esistere.
Esistono invece perchè, e questa e la senzazione che io ho avuto dai due giorni di Roma, non c'è nessuna voglia di adegursi all'invito di Ingrao ma ad ogniuno i loro pruriti e quindi le minacce sul governo ed è la stessa situazione che ho rilevato all'assemblea di calolzio, non cambieremo mai, la mia delusione continua e mi sento sempre più lontano da tutti questi pruriti che sanno tanto di attaccameto ai poteri particolari.
Caro Angelo, sono d'accordo con te che sulla legge elettorale bisogna arrivare a semplificare e che si deve trovare una linea comune nei partiti della "Sinistra/Arcobaleno", anche se non può essere l'ipotesi Veltroni/Berlusconi ("Vassallum") che non favorisce la semplificazione ma di fatto annulla tutti partiti eccetto quelli più grossi delle due coalizioni. E non ci sarebbe niente di male se un domani si potesse ipotizzare di votare nel PD un partito di sinistra, ma francamente se il buongiorno si vede dal mattino, le prime anticipazioni sui documenti fondativi del PD sono peggio del manifesto dei valori di un anno fa.
E' altrettanto chiaro che i partiti dell'1% non hanno senso e per questo bisogna favorire l'aggregazione e creare l'unità della sinistra e degli ecologisti. Ti assicuro che ho aderito a Sinistra Democratica, solo perchè nel suo statuto c'è scritto esplicitamente che non sarà un partito, l'ennesimo partitino, ma un movimento "biodegradabile" che non si presenterà mai alle elezioni da solo, ma ha come scopo la riaggregazione, spazzando via quelli che tu chiami i "pruriti" degli attuali dirigenti della sinistra e che molto spesso sono solo manie di protagonismo e rendite di posizione.
L'assemblea di Roma, per chi c'è andato, chiedeva "all'unanimita'" l'unità richiesta da Ingrao. Purtroppo il quadro che ne hanno dato la stampa e le tv è stato desolante e si è soffermato solo sulle manie di protagonismo e su "balle" (come quella che Ingrao non veniva all'assemblea, "sparata" domenica mattina su tutti i giornali e poi non rivelatasi vera). In realtà nei gruppi di lavoro di sabato e dall'assemblea di domenica nessuno ha fatto dei distinguo perchè la "base" (decine di migliaia di persone) che era lì non l'avrebbe sopportato nè permesso.
Dopo Roma si può essere più ottimisti, sono convinto che non si può tornare indietro. Chi lo fa, al di là della legge elettorale, ha vita breve.
Insomma la sinistra o si unisce o non è più ....... .
Non penso che gli attuali dirigenti dei partitini della sinistra possano impedire questo processo. Lo potevi capire dalle cose che tutti, sottolineo tutti, hanno detto negli oltre 10 gruppi di lavoro con centinaia di partecipanti e nella mega assemblea di domenica.
Il processo è avviato (entro febbraio seminario nazionale sulla forma e su come scegliere i dirigenti della sinistra/arcobaleno - 23/24 febbraio iniziative in ogni capoluogo di provincia per portare la carta di idententi e dare un contributo al programma comune) e si può concludere solo in due modi: con l'unità o con la "morte" della sinistra.
Posta un commento