L'ECOSY è l'organizzazione giovanile del Partito dei Socialisti Europei e ogni due anni organizza un campeggio con più di 2000 giovani provenienti da tutta Europa, che si incontrano per discutere e fornire un contributo politico dal mondo giovanile al PSE.
Quest'anno, il campeggio al quale ho partecipato si è tenuto a Carpentras (Francia) ed è stato un interessante momento di scambio e confronto sui temi del socialismo europeo.
I giovani di Sinistra Democratica erano quasi una trentina, eppure abbiamo dovuto partecipare come ospiti visto che, forse non tutti sanno, Sinistra Democratica non fa formalmente parte del PSE.
C'erano invece, a pieno titolo, i giovani dell'ex Sinistra Giovanile, resuscitata in occasione del campeggio.
Spiegare la situazione italiana agli stranieri era, a dir poco, un'impresa titanica.
Come delegazione di Sinistra Democratica abbiamo fatto alcuni incontri e ne è emersa la necessità di avere maggiore chiarezza rispetto alla posizione del nostro movimento nei confronti del socialismo europeo.
Mi sembra che nei discorsi di Fava e altri al congresso di Chianciano, questa chiarezza non ci sia ancora. Non dimentichiamo che la battaglia congressuale nei DS, in seguito alla quale abbiamo abbandonato il percorso di formazione del PD, si è giocata in larga misura su questo importante tema.
Inoltre mi sembra che il processo di unità a sinistra non possa, anche in relazione alla chiusura che viene dal congresso di Rifondazione, prescindere da un dialogo con il Partito Socialista.
La mia opinione, inoltre, è che Sinistra Democratica debba costituirsi come un soggetto autonomo, dotato di una precisa identità, magari anche in forma di partito per avere un ruolo più attivo in un processo di unitarietà (di unità non è davvero più il caso di parlare) all'interno della sinistra.
La nostra casa è quella del socialismo europeo e l'idea di essere un movimento senza una vera anima per facilitare il processo di unità della sinistra si è rivelata fallimentare, sia da un punto di vista politico che meramente elettorale.
Oggi c'è bisogno di Sinistra Democratica, più di ieri. Il congresso di Rifondazione si è chiuso con una posizione netta della quale dobbiamo prendere atto e non possiamo invitare Nichi Vendola alla chiusura della nostra festa nazionale per tenere viva una speranza che non c'è. Fare l'unità con chi ci sta, oltre ad essere una soluzione molto debole, non può significare raccogliere i cocci delle mozioni che sono risultate minoritarie nei vari congressi.
Ritengo che con le europee e le elezioni amministrative alle porte non ci sia tempo da perdere e Sinistra Democratica debba immediatamente mettere in campo un proprio progetto, fortemente legato al socialismo europeo, autonomo e in grado di confrontarsi con il PD, nell'ottica di ricostruire un'alleanza, non certo un'annessione.
Rispetto alle amministrative poi, non mi piace per nulla la linea politica del "ogni territorio faccia un po' come crede". Occorre che a livello nazionale si faccia un discorso serio con il PD e solo se ci sono le condizioni politiche si facciano accordi a livello locale. Anche in questo vorrei che SD avesse una posizione più netta altrimenti saremo sempre delle banderuole che seguono il vento, incapaci di governare gli eventi.
Isabella Lavelli
lunedì 4 agosto 2008
di ritorno dal campo ECOSY
Pubblicato da
Isa Lavelli
lì
8/04/2008
Etichette: politica, sinistra, sinistra democratica, uniti a sinistra















1 commento:
"Alle difficoltà reali che il Socialismo non è riuscito a superare" – diceva Norberto Bobbio – "non si sfugge fantasticando di una terza via, ma rafforzando le organizzazioni che lo innervano".
Noi non crediamo alla "fine della Storia", ma al contrario pensiamo ci sia ancora un fine della Storia, un fine che oggi debba essere proiettato nel futuro, chiamando nuovi protagonisti, nuove generazioni, consentendogli di partecipare alla costruzione di questo futuro, con le loro intelligenze, con le loro passioni, con i loro spazi, con le loro responsabilità, con la loro autonomia.
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